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Employers’ day: il lavoro al centro

Continuità dei servizi offerti ai cittadini in tema di collocamento e incontro tra domanda e offerta di lavoro, rafforzamento del legame con le imprese, per la creazione e la gestione di opportunità di lavoro. Sono alcuni dei punti dibattuti nel corso del convegno «Empolyers’ day: il lavoro al centro. Confronto con l’Europa», promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con la Rete europea dei servizi pubblici per l’impiego.

Centro per l'Impiego

L’incontro fiorentino è stato anche l’occasione per il consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, di fornire informazioni sull’azione a sostegno del rilancio e del rafforzamento delle politiche attive nel Paese. Le Regioni, infatti, attendono dal Governo risposte immediate e di prospettiva. Le prime riguardano la necessità che lo Stato si faccia carico degli oneri di funzionamento dei servizi e dia soluzione al problema degli organici, sia per garantire la riconferma dei lavoratori a termine oggi impiegati nei Centri per l’impiego, sia per chiarire chi può assumere.

La seconda questione riguarda l’esigenza di dare continuità ai servizi dopo la fine del 2016, anche in vista delle novità previste dalla riforma costituzionale. La soluzione adottata dallo Stato, attribuendo la competenza alle Regioni ma mantenendo il personale alle Province, crea problemi, così come una gestione di transizione troppo lunga può indebolire l’obiettivo di rilancio dei servizi. È quindi urgente una risposta da parte del Governo che dovrebbe prevedere, per le Regioni, interventi sia nel prossimo Documento economico e finanziario e, soprattutto, nel bilancio 2017.

politiche attive

La Toscana, come è stato sottolineato durante l’incontro, ha comunque fatto pienamente la sua parte. Nell’ambito del riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive realizzato con il decreto 150 del 2015 (che ha riassegnato alle Regioni la responsabilità in materia di politiche attive del lavoro), è stata la prima in Italia a sottoscrivere la Convenzione con il ministero per il Lavoro e le Politiche sociali finalizzata all’assunzione, a partire dal 2016, delle funzioni di programmazione, di gestione delle politiche attive del lavoro e la responsabilità dei Centri per l’impiego. Convenzione fino a oggi sottoscritta da 11 Regioni. La nostra Regione è stata la prima anche a sottoscrivere le sotto-convenzioni con le Province. Ad oggi solo due Regioni oltre alla Toscana lo hanno fatto.

Sempre la Toscana, a fine 2015, ha approvato la legge 82 per avvalersi degli uffici e del personale delle Province e della Città Metropolitana. Una nuova disciplina del mercato del lavoro, com’è stato evidenziato, che serve a garantire la continuità dei servizi offerti ai cittadini per quanto riguarda i Centri per l’impiego e le funzioni di collocamento, l’incrocio domanda-offerta, l’attuazione delle nuove disposizioni sullo stato di disoccupazione ma anche le politiche attive del lavoro e l’orientamento. Un modello organizzativo transitorio, è stato precisato, in attesa della riforma del titolo V della Costituzione, che dal 2018 potrebbe fornire un nuovo assetto alle competenze istituzionali sul lavoro, con l’attribuzione allo Stato della competenza esclusiva delle politiche attive e alle Regioni la possibilità di poter chiedere forme e condizioni particolari di autonomia.

domanda e offerta

Alla fine del 2015, con lo scopo di garantire la continuità dei servizi per l’impiego, il mantenimento del personale, delle professionalità e delle esperienze maturate sul territorio, sono state sottoscritte convenzioni con Province e Città Metropolitana che hanno permesso di mantenere attiva la rete regionale dei servizi (45 Centri per l’impiego e 9 servizi territoriali; oltre a 17 sportelli territoriali, sulla base di convenzioni con Comuni, che svolgono solo servizi di accoglienza e prima informazione). Il personale dipendente impegnato nei servizi per il lavoro ammonta a 456 unità (di cui 102 a tempo determinato); 399 sono gli operatori esterni.

Il ruolo cruciale dei Centri per l’impiego in questi anni di prolungata crisi economica è confermato dalla gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, che ha portato a una concreta e innovativa applicazione del principio della condizionalità tra politiche attive e passive, svolgendo anche un importante ruolo di tenuta sociale. Dal 2009 a gennaio 2015 sono stati attivati 74,5 milioni, relativi a 75.264 domande pervenute di cassa integrazione in deroga per 86.986 lavoratori coinvolti, e 6.821 domande di mobilità in deroga relative a 6.416 lavoratori coinvolti. Un livello di eccellenza testimoniato anche dal ruolo svolto all’interno del programma Garanzia Giovani che ha visto la Toscana, prima in Italia, accogliere e profilare i giovani Neet, offrendo loro un percorso personalizzato di interventi di politica attiva. I giovani presi in carico dai Centri per l’impiego sono 42.084, dei quali 22.504 inseriti nel mercato del lavoro. Fra i giovani avviati al lavoro ci sono stati10.983 tirocini, 3.544 con contratto a tempo determinato, 4.612 con contratto di apprendistato e 3.365 con contratto a tempo indeterminato. Circa il 50% di giovani presi in carico dai CPI ha ottenuto un’opportunità di lavoro. [fonte giovanisi.it]